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Gli "Ufologi" hanno contribuito non poco
a creare prima, a tener desto poi, ad esasperare
in qualche caso l'interesse del pubblico
per il problema della presenza di vita intelligente
nell'universo.
Almeno per questo la scienza ufficiale dovrebbe
pagare, come minimo, un debito di riconoscenza
verso quei "Don Chisciotte" del cielo che
sono gli Ufologi. Generalmente sono giovani
che non conoscono niente né della scienza
(perché non l'hanno mai fatta, perché non
è il loro mestiere), né dei suoi metodi,
né dei suoi scopi, né delle sue categorie.
Pieni di entusiasmi e di pregiudizi che
gli derivano direttamente dai misteri, dalle
favole, dai racconti fantastici, dalle antichissime
aspirazioni dell'uomo, carichi di fiducia
nel valore delle testimonianze oculari che
sono il loro principale dato d'osservazione
nel mondo esterno e la loro più notevole
fonte d'informazione, abbastanza pieni di
se e molto sicuri della loro capacità di
veder giusto, quasi messianici, come d'altronde
si conviene ai "Don Chisciotte", sparano
bordate sulla scienza che ha il grosso torto
di non volergli prestare troppa attenzione.
Questa, infatti, gli è stata data e, come
si vedrà, in maniera del tutto sufficiente
perché la scienza ufficiale potesse trarre
le sue conclusioni.
Che, però, non essendo favorevoli alle tesi
degli ufologi, vengono da questi contestate
insieme con i metodi seguiti per ottenerle.
La scienza ufficiale è accusata di aver
manipolato le carte, di aver trascurato
fatti importantissimi, di aver nascosto
di proposito, avvenimenti terribilmente
inquietanti, di essere messa al servizio
dei governi che di UFO non vogliono sentir
parlare. Evidentemente da questo stato di
cose è ben difficile uscire. O gli dai ragione
e allora va tutto bene, o non gliela dai
e allora sei un muffito accademico, reazionario,
privo di fantasia, leccapiedi e portaborse
dei potenti che ti compenseranno adeguatamente
per la tua soggezione alle loro idee che
sono morte e sepolte.
Il grosso pubblico - educato, come s'è visto,
dall'informazione articolata e ragionata
dai mass media - non ha esitazioni. Tiene
per gli Ufologi. Il che è anche giusto,
visto che, oltretutto, non ci fossero altri
motivi - ma ce ne sono!- non si può non
stare dalla parte delle vittime, dei perseguitati.
E dunque non vi è possibilità di dialogo.
Tuttavia, come dicevo, qualcuno fra gli
astronomi, deve qualcosa a questi sognatori.
E non soltanto fra gli astronomi. Vi è anche
tutta una schiera di persone, scrittori
di fantascienza, scrittori di soggetti per
film, autori di fumetti, registi cinematografici
e altro personale dello spettacolo, editori,
fabbricanti di giocattoli; un'infinità di
gente che, pur non dovendo tutto agli ufologi,
qualche po' di considerazione e gratitudine
in cambio almeno di quegli spunti e di quelle
idee che da loro ricevono.
In effetti, l'ufologia è un affare. Un affare
che vale miliardi. A non pochi, infatti,
è servita per arricchirsi. Invece gli ufologi,
come tutti gli entusiasti, non ricavano
nulla da quel che fanno. Anzi, salvo qualche
rara eccezione, come probabilmente è l'ex
astronomo Hynek che è un po' il riferimento
scientifico di tutta la compagnia che ha
stretto importanti e fruttiferi legami con
gli affaristi, quasi sempre lavorano, come
si dice, sulle spese.
Ultimo resto di quell'autentica razza di
generosi, di disinteressati, che non estingue
nonostante i duri colpi inferti dal consumismo
materialista, hanno, in cambio, soltanto
la possibilità, e in certa misura la consolazione,
di sentirsi scienziati. O anche di più,
scienziati eroici, osteggiati dalla stupida,
ottusa, prepotente scienza ufficiale. Tanti
Galilei, tanti Giordano Bruno in potenza.
E attaccano in continuazione credendosi
assaliti, pensando di crearsi un'attendibilità
facendo chiasso. Ma è evidente che ci vuole
altro. Di fatto, nei periodi in cui si tengono
calmi sono completamente dimenticati.
Chi però ci ha rimesso sicuramente ed ha
pagato per gli affari degli uni e le passioni
degli altri, è stata la gente comune che,
in definitiva, non ha fatto altro che perdere
ancora un po' di quel po' di cervello che
l'organizzazione moderna della vita gli
aveva lasciato.
Prima di parlare con qualche dettaglio degli
UFO e degli ufologi non sarà male dire immediatamente
il motivo per il quale, salvo alcune eccezioni
che statisticamente non sono rilevanti,
gli scienziati rifiutano UFO e ufologi...
La scienza, anzi, diciamo più correttamente,
gli scienziati, quelli della casta, si erano
fatti, fin dai tempi più antichi, tutto
un mondo d'idee sui fenomeni naturali. Quelle
idee gli piacevano. Ma poi le buttarono
e se ne costruirono altre. E anche queste
gli piacevano. Buttarono anche queste e
ne formularono altre ancora. Ciò è accaduto
molte volte nella storia ed è successo o
in seguito a ripensamenti, o a causa di
spinte esterne, o per fenomeni nuovi che
hanno imposto un aggiustamento, talvolta
un cambiamento radicale delle vedute. Le
novità, le provocazioni a cambiare sono
sempre venute dal mondo degli uomini, non
dal cielo. Ciò significa che gli scienziati,
per antico costume, non solo non rifiutano
di prendere in considerazione possibili
novità - e come potrebbero? le novità, i
problemi, sono il loro pane quotidiano!
- ma sono ben felici di incontrarle. E'
per questo che essi sono, in realtà, fra
le persone più spregiudicate che ci siano.
Più dei politici, che forse più spregiudicati
sono duttili e inclini al compromesso. Bisogna
pertanto respingere qualsiasi insinuazione
su una specie di congiura che gli scienziati
avrebbero architettato ai danni degli ufologi.
E' invece successo che gli ufologi, come
gli astrologi, come tanti di questi confusionari
che hanno, come spesso si sente dire scherzando,
poche idee ma ben confuse, sono capitati
fuori tempo. Fossero arrivati prima di Galileo
avrebbero certamente avuto un gran successo
anche nell'ambiente accademico e non soltanto
tra la gente comune la quale non conosce
che cosa significa far scienza e crede che
basti mettere in piedi un ragionamento sufficientemente
ben congegnato che il risultato accettabile
di un ragionamento renda valido tutto il
ragionamento.
Gli ufologi sono arrivati fuori tempo, quando
ormai il mondo scientifico aveva avuto modo,
in quattro secoli, di far molte riflessioni
e di chiarirsi le idee sulle tecniche del
pensare e sulla validità dei risultati.
Essi non solo non tengono conto delle regole
moderne del gioco, ma, come ai tempi pre-galeliani,
continuano a voler fare la scienza sulla
base di fatti confusi, incontrollabili,
non alla portata di tutti, che avvengono
quando gli pare. Inoltre, le prove di cui
si servono provengono quasi sempre da persone
non allenate all'osservazione, che vedono
cose mai viste in precedenza, delle quali
non hanno quindi nessun'esperienza, e che
per di più si vengono a trovare in condizioni
di sorpresa e spesso di grand'eccitazione.
Nel campo dell'ufologia di tutti i testimoni
sono buoni: i ragazzi, i contadini, i professori,
gli analfabeti, i militari, i presidenti,
tutti insomma; anche gli animali. Invece,
com'è noto, per fare anche la più banale
osservazione scientifica occorre preparazione
professionale senza la quale non si può
lavorare né seriamente, né onestamente.
E non si venga a dire che fra le testimonianze
sulle quali si basano le conclusioni "scientifiche"
dell'ufologia, vi sono anche fatti oggettivi.
Quali sono? Bruciacchiature sul suolo, o
impronte; tutte cose di ben scarso valore
che, oltretutto, potrebbero anche essere
state fatte ad arte come nei molti casi
di falso dimostrato in cui è reiteratamente
caduta l'ufologia. Il grosso della base
osservativa viene comunque dalle testimonianze
oculari. Naturalmente non si mette in dubbio
la buona fede della gente che vede, benché
sia provato che ci sono anche coloro - e
non soltanto in questo campo - che dicono
di vedere senza che ciò corrisponda al vero.
Ma, in ogni caso, che cosa significa vedere?
E il vedere è, di per se, prova che ciò
che si è veduto è realmente accaduto? Se
di per se non è prova, con l'uso di quali
tecniche lo può diventare? Basta il numero
dei fatti veduti? Poi bisogna chiedersi:
perché le visioni relative agli UFO (intendo
parlare anche di quei pochi casi tra decine
di migliaia che, pare, rimangono inspiegati)
dovrebbero essere visioni particolarmente
attendibili? O si deve ritenere che anche
le visioni dei morenti, quelle dei santi,
quelle degli ubriachi, corrispondano a realtà
oggettive? Il mostro di Lockness esiste
realmente dato che qualcuno dice di averlo
potuto osservare, anzi, addirittura fotografare?
E il famoso Yeti, l'abominevole uomo delle
nevi, esiste? Si dice che qualche UFO è
stato visto da intere folle; l'allucinazione
è dunque esclusa. E quelle folle medievali
che vedevano spade fiammeggianti e teste
mozzate nelle comete? Ma senza andar tanto
lontano (potrebbe essere che la notizia
che ci è arrivata non corrisponda a ciò
che veramente accade) si può prendere la
rivista "Gente" del 30 maggio 1980 e leggere
l'articolo che comincia a pagina 48, col
titolo "Strani prodigi nel Sole" proprio
come 33 anni fa. Parla di fatti accaduti
a Roma il 12 aprile 1980 - 1980, non 1280!
- al santuario delle Tre Fontane. "Migliaia
di persone hanno visto il Sole, circondato
da un alone variopinto, spostarsi nel cielo,
ruotare vorticosamente su se stesso, cambiare
di colore, presentando al suo interno immagini
e simboli religiosi che variavano continuamente.
Fra i testimoni citati e fotografati dal
giornale, vi è un laureato in agraria, una
laureata in medicina, bambini, sacerdoti.
Vi è anche un veggente che alle Tre Fontane
nel 1947, vide la Madonna (e da allora,
specialista nel vedere cose che altri non
vedono, l'ha vista ben altre ventidue volte)".
Ecco qua. Che si deve fare di queste testimonianze?
Quei due dottori, uno in agraria, l'altra
in medicina, li prendiamo sul serio o sono
meno buoni dei vigili e degli avieri citati
dagli ufologi? In altre parole chi dice
di aver visto un UFO, è più attendibile
di chi dice di aver visto la Madonna? E
quelle tremila persone che per oltre mezz'ora
hanno seguito lo sconcertante (così lo definisce
il giornale) evento, hanno avuto le traveggole?
Tutte e tremila o no? Insomma, è stato un
fenomeno fisico o no? Ma se lo è stato,
il Sole, così com'è stato visto da quelle
migliaia di persone, non sarebbe dovuto
esser visto da quegli altri miliardi che
lo avevano sopra l'orizzonte? E se, invece,
non è stato un fenomeno fisico, se non è
stato uno di quei fenomeni che sono visibili
e sperimentabili da tutti nel momento in
cui avvengono, può far parte della scienza
fisica? Ecco: no, non può farne parte e
non può neanche essere oggetto di discussione
scientifica riguardante in mondo degli oggetti.
Potrebbe trovar posto, eventualmente, in
uno studio dell'uomo e del suo comportamento.
Al limite, potrebbe far parte di uno studio
della fisiologia dell'allucinazione. Ogni
epoca ha avuto il suo tipo di visioni e
di visionari e forse è questo il fenomeno
da studiare: "perchè l'uomo ha visioni?
perché può scambiare per realtà ciò che
è solo nella sua testa?.
Una volta apparivano angeli e santi, e anche
streghe, gnomi, creature più o meno lontane
dall'umano. I draghi sono stati sempre visti
verdi e sempre è stato costatato che buttavano
fuoco dalla bocca o dalle narici.
Nell'Ottocento non c'era salotto che si
rispettasse che non avesse un tavolino che
si muoveva che opera degli spiriti, i quali
erano anche capaci di materializzarsi. Oggi,
tempo di tecnologie speciali e raffinate,
appaiono, giustamente direi, gli UFO. Oggetti
che sono sostanzialmente compatibili con
la realtà in cui viviamo - anche se un po'
romanzata, alla Verne - e coerenti con quello
che la gente, male informata, crede che
sia lo stadio di sviluppo della tecnologia
spaziale e dell'elettronica.
Bene; la scienza che si occupa del mondo
degli oggetti (la fisica, la chimica, l'astronomia
eccetera) si occupa, per dir così, dei sassi
che cadono per tutti nella stessa maniera.
Anche per coloro che non possono vedere.
Non si fa la scienza, semplicemente occupandosi,
chiacchierando, discutendo di qualunque
cosa: così si fa salotto.
Far scienza è applicare una tecnica d'indagine,
abbastanza precisa anche se non assolutamente
precisa, ai fenomeni naturali. Tutto ciò
che esce dagli obiettivi e dalla metodologia
scientifica, non è scienza, anche se non
è detto che si debba buttar via. Per carità,
l'abbiamo già detto; sappiamo bene che la
scienza non esaurisce il mondo dell'uomo.
Sulla base del "materiale" raccolto con
metodi, questi si, pregiudicati, sicuramente
non in linea con le regole che fanno un'indagine
scientifica, gli ufologi concludono, per
diverse vie, con sfumature diverse, o con
differenze notevoli, che intorno a noi esiste
un mondo d'esseri misteriosi.
E' inutile descrivere questo mondo e questi
esseri.
Le caratteristiche, le proprietà degli enti
materiali, o spirituali, provenienti da
altri mondi del nostro universo, o da altri
universi contigui al nostro, sono quelle
che abbiamo visto fin dall'inizio quando
si parlava di dei di fate, di gnomi, d'angeli
e di demoni.
Ciò che questi ufologi ci portano è una
versione moderna, XX secolo, dio antiche
paure, di miti e di leggende di un passato
remoto, del tempo in cui l'uomo tremava
per il fulmine che era segno sicuro della
collera divina. Questi bravi giovani, che
accusano la scienza d'essere razionaria,
sono i veri razionari, che vorrebbero imporre
idee seppellite, con loro buona pace, da
almeno quattrocento anni.
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